Scritto da 9:40 Politica Interna

Caso Orlandi, il fratello Pietro ricevuto in Vaticano dopo 40 anni

Pietro Orlandi ascoltato per otto ore dal Promotore di Giustizia Vaticana.

Il caso Orlandi, uno dei più celebri e dolorosi misteri italiani, è, da qualche mese, nuovamente presente sulle prime pagine dei nostri quotidiani.

Andiamo a vedere perché.

La scomparsa di Emanuela Orlandi

Emanuela Orlandi, cittadina vaticana, sparisce il 22 giugno del 1983. Il padre, Ercole era commesso della Prefettura della Casa Pontificia: si occupava dell’ordine della casa pontificia e controllava il servizio dei cappellani e della famiglia pontificia.

Erano le 16.00 del 22 giugno 1983 quando Emanuela usciva di casa per recarsi alle lezioni di musica in piazza Sant’Apollinare. La lezione di flauto si sarebbe tenuta dalle 17.00 alle 18.00 e quella di canto dalle 18.00 alle 19.00. Emanuela uscì dalla lezione di canto 10 minuti prima della solita ora, telefonò a casa per comunicare di aver ricevuto una proposta di lavoro da un uomo per strada, per Avon Cosmetics. Si sarebbe trattato di volantinaggio e si sarebbe svolto durante una sfilata di moda nell’atelier delle Sorelle Fontana, di lì a pochi giorni.

Al telefono le rispose la sorella Federica che le sconsigliò di accettare e di parlarne prima in casa con i genitori. Secondo gli investigatori, a seguito della chiamata, Emanuela attese le sue compagne all’uscita dal corso di canto, accennò loro della proposta di lavoro ricevuta e disse loro che avrebbe chiesto, comunque, prima il permesso ai genitori. Infine, insieme alle compagne, Emanuela si diresse alla fermata degli autobus.

Le ragazze salirono su due autobus differenti per recarsi a casa, Emanuela, a detta di una delle sue amiche, Raffaella, attese un autobus successivo, perché quello in arrivo era troppo affollato.

Da quel momento in poi, di Emanuela, non si è avuta più traccia.

Caso Orlandi: il manifesto affisso per le strade di Roma nel 1983.
Il manifesto affisso per le strade di Roma nel 1983,
in occasione della scomparsa della ragazza

Dalle indagini alle speculazioni: il caso Orlandi non si è mai chiuso

Diverse, sempre nuove e a volte incoerenti, sono state le versioni dei fatti sul caso Orlandi. Andiamo per ordine.

Si è parlato di:Banda della Magliana, Sisde, collegamenti con lo scandalo dello Ior e il caso Calvi, collegamenti con l’attentato a Papa Giovanni Paolo II, Pedofilia.

Sarebbe complesso ripercorrere i mille volti del caso Orlandi, ma con i giusti riferimenti è facile farsi anche un’idea propria.Allora, da dove ripartono i quotidiani di oggi?

Emanuela vittima di abusi?

I quotidiani in questi mesi ripartono da un audio shock riprodotto dalla trasmissione, Atlantide su La 7, condotta da Andrea Purgatori che negli ultimi anni ha dedicato anima e corpo al caso Orlandi. L’audio sembra concentrarsi sui rapporti che avevano gli alti prelati e nello specifico Papa Giovanni Paolo II con donne, in Vaticano. Nell’audio a parlare è un uomo “vicino” alla banda della Magliana e si riferisce al ruolo del boss Enrico De Pedis, la cui tomba era stata allestita nella basilica romana di Sant’Apollinare. 

Ed il boss sembra che abbia quasi lavorato al servizio del Vaticano, tant’è che poi è stato sepolto in Sant’Apollinare, dirà l’audio “per grazia ricevuta”.

Uno stralcio dell’audio :

“Papa Giovanni Paolo II se le portava in Vaticano quelle, era una situazione insostenibile. E così il Segretario di Stato a un certo punto è intervenuto decidendo di toglierle di mezzo. E si è rivolto a persone dell’ambiente carcerario.”

Queste parole non hanno trovato ancora alcun riscontro. Intanto Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, che da oltre 30 anni cerca la verità, è stato ricevuto finalmente per la prima volta in Vaticano dal promotore di giustizia.

E per amore di questa verità, Pietro, chiede agli inquirenti vaticani e italiani, di approfondire la vicenda in ogni sua sfaccettatura.

Caso Orlandi: una foto di Emanuela da bambina.
Caso Orlandi:
una foto di Emanuela da bambina.

Pietro Orlandi e le 8 ore di colloquio in Vaticano

Sono state circa otto le ore che hanno trascorso Diddi, Promotore di giustizia del Vaticano, e Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, uno di fronte all’altro.

Pietro Orlandi, in 40 anni, non era mai stato ascoltato in Vaticano.

Caso Orlandi: il fratello di Emanuela, Pietro.
Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela Orlandi

Così, Pietro Orlandi a colloquio finito:

“Oggi mi sono sentito bene perché finalmente mi sono potuto sfogare e dire le cose che avrei voluto dire da almeno due o tre anni ..È da due o tre anni che stiamo facendo richiesta con l’avvocato per essere ascoltati perché avevamo in mano questi elementi nuovi. Lo avevo detto anche a Papa Francesco l’altro anno. Le cose verbalizzate oggi non possono finire domani, devono avere per forza delle risposte e mi auguro che le persone che ho nominato vengano tutte ascoltate perché da lì possono uscire delle risposte.”

Sì, perché Pietro di nomi ne ha fatti tanti, durante le lunghe ore di colloquio. E’ stato ascoltato prima insieme all’avvocato Sgrò, e poi da solo come persona informata sui fatti. Pietro inizia un lungo elenco che si apre con il nome del Cardinale Re seguito da l’ex comandante della gendarmeria Giani, Pignatone, il Cardinal Sandri, tutte persone informate sui fatti che Pietro si augura che il Vaticano sentirà, dopo averne preso evidenza.

Lo stesso Alessandro Diddi, ha sottolineato che ha avuto il mandato di indagare a 360°,da Papa Francesco in persona, e non farà sconti a nessuno, “anche se c’è il nome di Wojtyla“.

Caso Orlandi: Papa Wojtyla con la famiglia di Emanuela.
Papa Wojtyla con la famiglia di Emanuela

Intanto è bene ricordare che il Governo ha mostrato piena volontà di fare chiarezza sul caso Orlandi. A marzo, infatti, ha votato all’unanimità con 245 voti a favore su 245 presenti, l’istituzione della Commissione di inchiesta per il caso Orlandi.

Nel testo del disegno di legge si fa esplicito riferimento alle reticenze della chiesa.

E allora,che si faccia giustizia.

Per Emanuela.

Per Mirella.

Per tutte le vittime inconsapevoli ed innocenti.

Per tutti coloro che, senza volerlo, si trovano coinvolti in un disegno criminoso e pagano con la vita.

Informati, con la politica “in tasca”!

Ultima Modifica: 20 Aprile 2023

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